Take care: prendersi cura……beh, insomma…...più o meno.
In realtà si usa il termine anglosassone perche è difficile tradurre in italiano il suo significato che, in funzione estrema, ha la valenza di un prendersi cura olistico, cioè che guardi a tutta la persona e i suoi bisogni.
Può essere interpretato addirittura come un termine che da un senso di accoglienza dell’altro.
Il T.C.A non è una tecnica in senso stretto, ma una guida di un modo e qualità di approccio alla persona, e al suo bisogno, che diventa un vero e proprio sistema (
Take Care System) nel momento nel quale viene contestualizzato in un processo decisionale.
Alla base di questo approccio, come in ogni processo relazionale che cerca di tenere al centro i bisogni dell’altro, c’è l’ascolto.
Da solo però questo non basta.
Bisogna essere in grado di “
sintonizzare” l’ascolto su un sentire, che non deve mai avere i connotati della simpatia, cioè dell’immedesimazione, ma dell’empatia, cioè la capacità di fare propri i modi di sentire dell’altro e le istanze conseguenti.
In pratica, sapersi mettere non tanto panni dell’altro, quanto nella sua stessa visuale ed essere capaci di vedere le cose dallo stesso punto di vista.
Utile, per l’ascolto empatico, potrebbe essere lo strumento della parafrasi, in modo da restituire al paziente quanto ha espresso, essendo sicuri di aver colto proprio gli aspetti da lui presentati e non interpretazioni degli stessi.