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  • Benvenuti nel nostro sito web Dal 1953 ci occupiamo di persone, della salute della loro bocca e del loro sorridere.---___-- Oggi anche di riabilitare l'armonia del movimento e della postura, ovvero del loro muoversi. ___ Nelle varie pagine del nostro sito potrete approfondire la nostra conoscenza, informarvi sulle sezioni (Odontoiatria e Fisioterapia) del nostro Studio, conoscere un po' di più della nostra filosofia e comunicare con noi. In attesa di incontrarvi personalmente vi diamo il benvenuto sul nostro sito web. Dott. Mario Cerati

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  • Dove sono capitato ? E’ la cosa che più spesso capita di chiederci, in modo più o meno esplicito, prima di familiarizzare con un luogo nuovo. Crediamo sia giusto, e forse anche doveroso, mettervi allora a parte di dove siete capitati cercando di illustrarvi il senso del percorso che intraprenderemo insieme a Voi per cercare di risolvere il bisogno di salute che ci sottoporrete e, magari, per cercare di fare in modo che, attraverso la prevenzione, in futuro abbiate bisogno di noi il meno possibile. (segue)
  • Sterilizzazione La sterilizzazione è un tutto o nulla: o si sono eliminati totalmente virus, batteri e funghi o non si è sterilizzato. Per questo, per una corretta sterilizzazione, non sono sufficienti macchinari moderni, ma è necessaria una procedura rigorosa, corretta, ripetibile e soprattutto che possa essere verificata, in modo da poter essere sempre sicuri del risultato, che deve avere caratteristiche di certezza......... (segue)
  • Non usiamo Latex ! Nel nostro Studio, fin dagli anni 90 si sono applicate precauzioni tese a prevenire contatti fra lattice e persona allergiche, secondo i protocollo del “latex safe”. Questi protocolli difendono discretamente chi è già allergico e limitano l’esposizione al lattice, ma non garantiscono completamente i pazienti, soprattutto i più piccoli. Ad esempio, è ineliminabile l’aereosol ricco di particelle al lattice che si crea in un ambiente dove vengono usati presidi contenenti, appunto, questo materiale. Per questo motivo dal 2007 questo studio aderisce al protocollo “latex free”, che ne elimina totalmente l'uso.
  • In questo studio è nato il Take Care System ® Il problema di standardizzare in protocolli, processi e procedure ciò che guarda ai bisogni della persona e al suo bisogno di salute, ha il suo limite nella contraddizione insita in questo tentativo: rendere ripetibile qualcosa di irripetibile e unico come il bisogno di ognuno di noi. __ _________ Take care: prendersi cura……beh, insomma…...più o meno. (segue)
  • Photo gallery Abbiamo raccolto un po' di immagini che ci riguardano e ne aggiungiamo tutte le volte che ci piace ricordare e condividere momenti e avvenimenti... (accedi alle foto)

Non ammalarsi e non riammalarsi.

 

Nei tempi passati la condizione di salute è spesso stata considerata, soprattutto nei paesi occidentali, come una fase di passaggio verso la malattia o come una fase fra una malattia e l’altra.
Solo in tempi relativamente recenti l’attenzione nei confronti della prevenzione ha cambiato questo concetto e lo stato di salute è diventato un bene che è possibile mantenere e che viene ampliato alla intera condizione psico-fisica (qualità di vita).
In questo ambito, anche quando la patologia ha già manifestato i suoi effetti, l’operato del medico e della scienza medica dovrebbe arrivare a fare in modo che quel bisogno in futuro non si ripresenti e questo può avvenire in parte grazie alle qualità bio-meccaniche dei materiali e alle procedure usate per la terapia, ma in gran parte anche grazie alla prevenzione, in questo caso non della malattia, ma del riammalarsi. Per quanto, però, questi concetti siano più o meno entrati nel quotidiano, “praticare” la prevenzione rimane un esercizio difficile che, non essendo spinto da un bisogno immediato, rimane uno sforzo di volontà. Infatti, alla fine, la percentuale di persone che seguono programmi preventivi su base volontaria è bassa, anche perché spesso a dispetto di una alta efficacia di queste metodiche si associa un bassissima efficienza spesso dovuta alla difficoltà oggettiva che richiede la pratica della prevenzione.   (Per fare un esempio, è inutile prescrivere come strumento di pulizia interdentale il filo, strumento efficacissimo ma altrettanto complicato da usare, se il paziente poi non lo usa o lo usa male perché richiede troppo tempo e grande manualità.)
madottore Anche in questo ambito, allora,  la prima necessità dovrebbe essere di informare in dettaglio sugli scopi e le finalità della prevenzione per poter arrivare, sempre in alleanza con il paziente, a definire una metodica di prevenzione che tenga conto dei bisogni individuali e della realtà che circonda il paziente.
In odontoiatria gli strumenti e le metodiche di prevenzione sono ormai ben conosciute così come ben provata è la loro capacità di ridurre praticamente a zero il rischio di ammalare di carie o di parodontite  (malattia conosciuta come piorrea che colpisce la gengiva e l’osso che sostiene il dente).  
Questo grazie al fatto che è ormai da tempo nota la causa di queste malattie che è esclusivamente legata alla placca batterica.
Modernamente, infatti, si tende a considerare la carie di un dente o il formarsi di una tasca ossea non come la malattia, ma come un sintomo, mentre la vera patologia sta all’interno della placca batterica che ognuno di noi sviluppa in modo differente e nella quale si possono concentrare in alta quantità specie microbiche particolarmente aggressive. 
Oggi, soprattutto per la patologia cariosa, siamo in grado con semplici test di individuare la presenza di questi batteri e di verificare il grado di rischio individuale e poter quindi “mirare” la necessità di prevenzione del singolo paziente.

 

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