L’esperienza del dott. Mario Cerati

 In che modo applica la medicina narrativa, ovvero un metodo di intervento clinico-assistenziale che si applica per meglio curare i pazienti attraverso la narrazione,  nel quotidiano del suo studio dentistico?

Il paziente viene accolto, viene accolta la sua richiesta di ristabilimento della salute.

Al paziente viene chiesto di narrare la sua storia, con domande come “cos’è successo? Come la fa sentire quello che è successo? Sente di poter eseguire questa prestazione?

Naturalmente, all’interno della narrazione del paziente il panorama si arricchisce di sintomi che il paziente non pensava importanti, ma che sono basilari per completare l’aspetto sintomatologico che attiene alla parte biologica.

Le risposte vengono raccolte in una cartella che viene detta “parallela” e che annota sia la parte biologica di quello che sta succedendo e il vissuto del paziente e il suo racconto. Questo consentirà una nostra “narrazione” di ritorno che alimenterà un circolo virtuoso di scambio che così può sfruttare una competenza basilare che dobbiamo cercare nei pazienti: loro sono i migliori esperti di loro stessi, così come loro sono i migliori interpreti di quegli istinti che dai tempi della preistoria ci consentono di capire cosa è meglio per noi per “sopravvivere” . Aiutare i pazienti ad a riascoltare questa “voce interna” aiuta noi a non sbagliare.

E così la narrazione riesce a cambiare anche il paziente. Noi, che li vediamo durante tutto il corso della vita, come i medici di base, ci rendiamo conto che i pazienti anno dopo anno cambiano, diventano, grazie anche all’aumento di competenza che crea questo continuo scambio, veri pazienti esperti e che sono in grado di agire sempre meglio in termini preventivi, perché capiscono meglio come funziona e cosa ha a che fare la loro storia all’interno della storia di malattia, e di capire la portata anche qualitativa dei percorsi terapeutici che si compiono insieme.

E’più facile, così, sciegliere terapie e percorsi terapeutici appropriati.   Il legame che si crea con il paziente diventa inscindibile all’interno di un vero percorso condiviso. E’ il passaggio dalla evidence based medicine (la medicina basata sulle evidenze scientifiche )  alla medicina narrativa,  che non elimina l’evidenza scientifica, ma, al contrario, la rende più efficace.

 Come è arrivato alla medicina narrativa?

La medicina narrativa è stato l’arrivo di un percorso che, già a partire dalla mia prima esperienza universitaria, ha da subito focalizzato l’importanza di tenere, come si diceva allora, il paziente al centro. L’esperienza, poi, ha percorso tutte le varie fasi fino a trovare nella medicina narrativa uno strumento potentissimo per sviluppare la personalized medicine, ovvero la medicina personalizzata, e per applicare realisticamente la condivisione del percorso con il paziente.   In questo passaggio è stato fondamentale l’incontro con la Dottoressa Chiara Fioretti, psicologa ricercatrice presso l’Università di Firenze e grande esperta di medicina narrativa con la quale condividiamo il corso di narrativa all’interno dell’insegnamento di restaurativa al terzo anno e il corso elettivo presso il corso di laurea sempre di Relazione con il Paziente e Medicina narrativa.   Guardare all’evidenza scientifica di cui sono impregnati gli studenti attraverso gli occhi della medicina narrativa apre a loro un mondo e le loro risposte sono entusiastiche.   E’ immediatamente comprensibile, per loro, come la narrazione dei pazienti renda più efficace sia la fase di diagnosi che di scelta del percorso terapeutico. L’immaginario del rapporto frustrante con il medico che dispone e del paziente “cattivo” che non esegue o non “capisce” la scienza e coscienza con cui il medico opera, lascia spazio alla possibilità di “usare” il dato scientifico con il paziente e per il paziente, e non suo malgrado.

 Lei ha una grande esperienza, provi a narrarsi …

Mario-Cerati-studio-dentistico-cerati-contiMi chiamo Mario Cerati e sono un Medico Chirurgo specializzato in odontostomatologia (vecchio ordinamento, quando l’odontoiatria non aveva una propria facoltà). Ho insegnato per 20 anni in Università presso la scuola del Prof. Vogel dove mi sono occupato di odontoiatria di comunità e ho collaborato con il Centro di Collaborazione dell’oms per la prevenzione ed epidemiologia delle patologie orali. Contemporaneamente ho proseguito l’attività dello studio dei miei genitori (www.studiocerati.it), di cui oggi sono titolare e direttore sanitario.   Da pochi anni sono tornato in Università grazie al Prof. Brambilla e al suo collaboratore Dott. Paolo Pariset presso l’insegnamento di odontoiatria restaurativa del Corso di Laurea in Odontoiatria, potendo sviluppare i progetti di medicina narrativa non solo in studio, ma in una realtà didattica e di ricerca universitaria.

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